Mountains of bank drafts, money in black, tax evasion and lies of Ministers of the Republic. And you know what you would expect from the scandal born again by the investigation on contracts for Main Events, who took part last February by the Public Prosecutor's Office in Florence. Still in jail the three senior officials of the Presidency of the Council, Angelo Balducci, Fabio De Santis, and Mauro Della Giovamapaola. Arrested with Diego Anemone, the young entrepreneur with contacts and friendships in the highest rooms of the palace. Investigated along with them, and the loose, Guido Bertolaso, also involved in a scandal of a sexual nature, with services offered by their employers, who would have received in return, according to the indictment, thick slices of contracts by the Head of Civil Protection.
In recent days, the investigation on the Great Events tornado is coming down right on the Council of Ministers. Especially to Claudio Scajola. The investigations of the prosecutor of Perugia, a city where the investigation has been moved to an accrual basis, bouncing first from Florence to Rome, then from the capital city of Perugia, are getting involved with some "strange" financial transactions, from those of the Minister of Economic Development (not investigated), which would have bought a house overlooking the Colosseum. Trading is not entirely clear. Do not add up, in fact, a number of accounts.
Zampolini architect, has already collaborated with Anemone, said he had wanted for some time, at the entrepreneur's own committee who are imprisoned, a building for the minister. Found the apartment started the agreements on the sale price. The then owners, Beatrice and Barbara Pope, told that the agreed price was 1.7 million. But it will Zampolini to prepare the checks, which were then covered the part in black.
Indeed, in the rod from notaio Gianluca Napoleone, le parti dichiarano di vendere i 9,5 vani catastali a 610 mila Euro, meno della metà del prezzo convenuto. E il restante denaro? È proprio Zampolini, su incarico di Anemone, a fornire i contanti: 80 assegni per 900 mila euro. La legge prevede, infatti, che ciascun assegno non superi i 12,500 euro, per una funzione anti-elusiva. Ed è proprio questa la ragione dei numerosi assegni circolari che fanno insospettire gli inquirenti. I titoli sembrano provenire dal ministro, ma la provvista è fornita da Anemone.
Scajola non è indagato, ma certamente si aspetta una risposta e un chiarimento agli eventi incresciosi di cui si sta parlando su tutti i giornali. Numerose le interviste rilasciate sui maggiori quotidiani nazionali, dove comunque sembra che il ministro voglia far capire di essere innocente in quanto… innocente. Tautologia a parte, il Premier Berlusconi ha già rigettato le sue dimissioni. Sarebbero state le seconde, in seguito a quelle inviate dopo le polemiche per la scorta tolta a Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Br, poiché definì il giuslavorista un “rompicoglioni”.
Anche su un altro uomo del Pdl - l’ex ministro e ora deputato Pietro Lunardi - si sono rivolte le attenzioni degli inquirenti. Un personaggio abituato a dichiarazioni sconcertanti, proprio come il suo compagno di partito e ora ministro, Scajola. “Lo Stato deve abituarsi a convivere con la mafia”, disse nel 2001, da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. In questi giorni la Procura di Perugia sta indagando su alcune buste dal contenuto “sconosciuto” consegnate a “vari soggetti, alcuni dei quali ministri”, per conto di Angelo Balducci e di Diego Anemone. Ed è spuntato fuori proprio il nome di Lunardi.
Un nuovo testimone, infatti, il tunisino Laid Ben Hidri Fathi, già interrogato a Firenze il 25 marzo scorso, ha rivelato alcune informazione interessanti. L'uomo è stato in passato “l’autista tuttofare e uomo di fiducia di Angelo Balducci e di Diego Anemone e da loro aveva ottenuto deleghe bancarie per operare sui conti correnti”. Nel 2004 prese 200 mila euro e sparì dalla circolazione. Dopo due anni failed to renew its contacts with the two, after his repentance.
few days ago was heard again by prosecutors in Perugia. The Tunisian report again about his past to "driver handyman" Angelo Balducci and Diego Anemone, the latter known in 2000 through the same Balducci. At that time there is close cooperation and the same entrepreneur Anemone authorized him to work on some accounts of the Group companies. In this circumstance Fathi is the name of Angelo Zampolini. The Tunisian
reveals that it is him who gave money, because the architect did real estate transactions on behalf of Balducci and Anemone. Then related that, even on behalf of both employers di lavoro, avrebbe intrattenuto rapporti con vari soggetti, tra cui ministri ai quali consegnava messaggi o buste di contenuto sconosciuto. Ed è qui che nomina Lunardi. Sono in corso verifiche per accertare le parole di Fathi e gli eventuali incontri.
Intanto gli inquirenti continuano a concentrasi sull’acquisto dell’appartamento per Claudio Scajola. Lo stesso Hidri Fathi avrebbe infatti dichiarato di aver consegnato lui stesso all’architetto una somma di 500.000 Euro in contanti. Somma che sarebbe servita all’acquisto di un immobile dietro il Colosseo. Per i magistrati non c'è alcun dubbio sul fatto che si tratti proprio della casa del ministro. Inoltre, nell'interrogatorio del 23 aprile scorso, è stato proprio Zampolini a confermare tutte le circostanze raccontate dal testimone, aggiungendo che “oltre a Fathi, anche altri autisti e la segretaria di Anemone si occupavano di consegnarmi i contanti”.
Sono ancora tante le zone d'ombra della ragnatela di intrecci economici e politici che aleggiano su questa inchiesta. Certamente quello che è emerso è sufficiente per qualche dimissione. Ma in questo Paese per arrivare a tanto cosa dobbiamo aspettarci ancora?
di Nicola Lillo
pubblicato su Altrenotizie.org – testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
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